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Frasi Sagge
Non puoi fare nulla per smettere di invecchiare, ma potresti fare moltissimo... se volessi iniziare a crescere!
Forestale e carabinieri ottimisti sull'indagine: dietro le fiamme c'è una mano esperta
Il fuoco sfregia Monte Omo
Appiccati tre incendi in 10 giorni: c'è un disegno
Elicotteri e un elitanker hanno fatto la spola tra Monte Omo e l'invaso sul rio Leni per spegnere le fiamme. Il piromane ha usato qualche diversivo per confondere gli uomini dell'antincendio. Procede speditamente l'inchiesta sui roghi.
Dal 13 al 22 luglio, nell'arco di dieci giorni, i piromani, appiccando tre incendi, sono riusciti ad incenerire quel poco di vegetazione che si era salvata dall'immenso rogo del 20 e 30 agosto del 2007 e le migliaia di piantine che erano state messe a dimora per ridare vitalità a Monte Omo, che sovrasta Villacidro.
QUATTRO ETTARI Quello del 13 è stato l'incendio più violento. Sono andati distrutti quattro ettari di boscaglia. Erano le 13 quando le fiamme, alimentate da un vivace vento, hanno avuto buon gioco della vegetazione. Sono dovuti intervenire tre elicotteri e un elitanker per domarle. Il giorno dopo , il fuoco ha ripreso e un elicottero è riuscito a domare i focolai. Giovedì scorso le fiamme sul Monte Omo ardevano nuovamente. Per tutto il pomeriggio elicotteri e un elitanker hanno fatto la spola tra Monte Omo e l'invaso sul rio Leni per spegnere l'incendio. Quel verdeggiante costone che sovrasta il paese ora è nuovamente nero di cenere. Ed è diventato anche un pericolo per le abitazioni che si trovano nella parte alta del centro. Nei giorni scorsi si è verificata una frana, bloccata dalle reti di protezione. Un effetto collaterale delle fiamme: le rocce si sono dilatate e grossi massi sono franati.
IL PIROMANE A Villacidro non hanno dubbi, quegli incendi hanno un'unica mano. Un fochista esperto, che finora è riuscito a farla franca, però gli investigatori della Forestale e i carabinieri sono ottimisti sullo sviluppo delle indagini. Le fiamme sono partite quasi dallo stesso punto e nello stesso orario. Il piromane ha usato qualche diversivo: prima ha appiccato fuoco in un terreno a valle e quando l'apparato antincendio si è spostato sul posto, per una strana coincidenza, le fiamme si sono sviluppate sul Monte Omo. «Tutto questo non è frutto di un piromane occasionale - afferma Giampaolo Marcialis, insegnante in pensione - Ma non è neanche qualcuno che vuole vendicarsi di qualche torto subito. Ormai i lavori di rimboschimento e la gestione delle campagne antincendio sono gestiti dagli enti regionali. Sembra piuttosto la mano di un mitomane, colpito da delirio di onnipotenza, che gode a mettere in scacco migliaia di persone senza essere scoperto». Un pazzo? Può darsi, ma Dario Piras, assessore comunale all'Ambiente e all'Agricoltura, non è del tutto convinto. «Certo, chi appicca fuoco in quel modo può essere considerato solo pazzo - sottolinea l'assessore - ma certamente l'azione del piromane non è un problema di disagio sociale. Ci sono dei sospetti, ma spetterà alla Forestale e ai carabinieri identificarlo». Martedì o mercoledì si terrà una riunione aperta del Consiglio comunale. Domani mattina, sentiti i capigruppo, il sindaco Ignazio Fanni fisserà il giorno e l'ora. «Alla seduta parteciperà anche la Provincia, probabilmente si svolgerà nell'aula del consiglio provinciale», aggiunge Dario Piras.
IL PASSATO I villacidresi sono sempre stati orgogliosi delle loro montagne e in particolare delle pinete che sovrastano il centro abitato. Ne sanno qualcosa i loro avi, che per decenni ne hanno curato personalmente la crescita. «Famiglie intere si prendevano della pineta, ricordo che le donne, brocca in testa, portavano l'acqua per annaffiare le piantine», rammenta Mariano Saba.
Per molti dietro quelle fiamme c'è un disegno ben preciso. È ormai da diversi anni che ignoti fochisti stanno portando alla rovina questo patrimonio della comunità, Monte Omo, appunto. Prima il Comune e ora la Regione su quel costone hanno investito e stanno investendo milioni di euro. Nel 2005 primo progetto di consolidamento e messa a dimora di migliaia di alberi per una spesa di oltre un milione e 260mila euro. Progetto andato male: attecchirono solo un centinaio di piante, oltretutto bruciate dall'immenso rogo del 29 e 30 agosto del 2007. Lo stesso impianto antincendio, realizzato per 300 mila euro, non è mai entrato in funzione. Nel gennaio 2008 altri interventi per un milione di euro, andati in fumo con gli ultimi tre incendi.
GIAN PAOLO PUSCEDDU
Fonte U.S.




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