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Frasi Sagge

“Lo stolto cerca la felicità lontano, il saggio la coltiva sotto i propri piedi.”

(James Oppheneim)


«Cancelleremo quattro province»
Ipotesi di lavoro di Cappellacci: «Dobbiamo ridurre le spese»
Via le quattro nuove province regionali, il giro di vite sulla spesa pubblica potrebbe presto cancellare i capoluoghi sardi nati nel 2001. La manovra correttiva della Giunta (tagli per 380 milioni) apre scenari a sorpresa. Ugo Cappellacci parla apertamente della «possibilità di abolire quattro province». Il giro di vite imposto dal Governo asciuga le risorse regionali e in viale Trento si cercano vie d'uscita per una spesa pubblica ormai ridotta all'osso: «La crisi impone uno sforzo di tutti e si devono dare segnali concreti». Già «dalla prossima settimana», sottolinea il governatore, «questa ipotesi di lavoro verrà presentata agli alleati di maggioranza». Il piano di riorganizzazione del territorio farebbe scomparire le province di Olbia-Tempio, di Carbonia-Iglesias, dell'Ogliastra e del Medio Campidano.
LE REAZIONI Il tema è bollente e le reazioni non si fanno attendere. Il coordinatore dei Riformatori Michele Cossa parla della «necessità di fare scelte coraggiose rimandate da troppo tempo: si può fare subito il taglio delle quattro nuove province, si possono trasferire competenze e risorse ai comuni». E «si deve ridurre a 60 il numero dei consiglieri regionali». Per il leader di Sel Luciano Uras, invece, «il presidente della Regione è in difficoltà pesante», perché «guida una maggioranza in crisi, reduce dalla sconfitta sul Piano casa». Così «fa finta di voler sopprimere le province come enti inutili dopo che le ha perse con il voto, in un disperato tentativo di uscire dall'angolo politico mediatico in cui si trova». Sulla stessa linea il consigliere regionale del Pd Giuseppe Cuccu: «La sparata di Cappellacci sulle province non è altro che un tentativo maldestro di gettare fumo negli occhi dei cittadini affinché non vedano i disastri della sua Giunta».
CGIL, CISL E UIL E LA MANOVRA Intanto dopo il varo della manovra di assestamento del bilancio (con la riduzione di spesa di 380 milioni), i sindacati confederali chiedono alla Regione che «non si aggravi ulteriormente la crisi» nell'Isola: «È urgente e indispensabile recuperare un immediato confronto con il sindacato», scrivono in una nota congiunta Enzo Costa (Cgil), Mario Medde (Cisl) e Francesca Ticca (Uil), per «una verifica sugli impegni assunti dalla Regione nell'accordo del 4 giugno». I sindacati chiedono una convocazione da parte della Giunta, «prima che inizi il dibattito in commissione sull'assestamento di bilancio».
«LOTTA ALLA POVERTÀ» I sindacati chiedono alla Giunta di inserire «almeno alcuni punti qualificanti» nella manovra. In particolare, sollecitano «gli interventi a favore dell'occupazione giovanile, della scuola (con la lotta alla dispersione scolastica), con nuove misure di contrasto delle povertà e con interventi per le aree in crisi». C'è il riconoscimento «della difficile situazione finanziaria», ma per Cgil, Cisl e Uil «è indispensabile che la manovra sia indirizzata su interventi che contribuiscano a ridurre l'impatto della crisi sul lavoro e sui redditi da pensione».
REGIONE E SINDACATI Il presidente della Regione fa sapere ai sindacati che «il confronto non solo è opportuno, ma anche utile per portare avanti gli obiettivi strategici indicati anche nel patto per lo sviluppo siglato il 4 giugno». L'incontro è già stato fissato per l'inizio della prossima settimana: «Nessun passo indietro», chiarisce Cappellacci, «sarà compiuto rispetto alla politica per lo sviluppo, per le infrastrutture, il contrasto alla povertà e il lavoro».
CONFINDUSTRIA Da Alghero Confindustria fa sapere che «sarebbe meglio mettere le imprese al centro delle politiche regionali», perché contribuiscano a portare la Sardegna fuori dalla crisi. Da qui la richiesta di un dialogo con la Giunta «su infrastrutture, ricerca, istruzione, formazione e semplificazione». E da viale Trento arrivano subito risposte positive. «Riteniamo importante l'apporto dal mondo dell'impresa e siamo pronti ad aprire subito un confronto».
CONSERVATORIA DELLE COSTE Una lettera aperta è stata inviata in viale Trento dai collaboratori della Conservatoria delle coste per protestare dopo la notizia della soppressione dell'agenzia disposta dalla Giunta nella manovra: «Siamo ingegneri architetti, geologi, progettisti europei, biologi marini, naturalisti, esperti in turismo e comunicazione» che «hanno accettato di mettersi a disposizione dell'agenzia con un contratto da precari, rinunciando a lavori meglio retribuiti». Si difende il ruolo dell'agenzia, «che ha sempre assicurato l'accesso diretto a fondi nazionali ed europei» ed è stata capace di produrre tanti risultati. L'assessore all'Ambiente Giuliano Uras fa sapere che «le stesse funzioni verranno esercitate dall'amministrazione regionale con competenza, professionalità e con l'attenzione che meritano temi come la tutela dell'ambiente e delle coste».
GIULIO ZASSO




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